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Può avere un senso, nell'era della Medicina Chimica, parlare delle

TISANE*

di Simonetta Marucci**
Sono sempre più numerosi i pazienti che si rivolgono alla medicina Naturale, perché delusi da quella cosiddetta "Ufficiale". Questa tendenza, forse, è giustificata anche dalla ricerca di un approccio alla salute più attento alla globalità dell'individuo, inteso come entità psico-fisica, che la Medicina  Ufficiale, rincorrendo la super-specializzazione in ogni settore ha finito  per perdere. Ma accanto ad una certa parte del mondo scientifico che, arroccandosi dietro a una presunta ortodossia, rifiuta a priori ciò che di buono può venire da altre culture mediche, qualcuno comincia a non relegare più le piante in ambiti più vicini alla superstizione che alla medicina vera e propria, ed il valore di vecchie tradizioni è stato confermato da studi scientifici che hanno individuato nelle erbe molti principi attivi.
L'uomo fin da tempi antichissimi ha trovato nel proprio ambiente naturale i rimedi alle proprie malattie. Questo aspetto, snobbato oggi dalla scienza, non va invece trascurato, poiché i rimedi popolari, giunti a noi tramandati verbalmente, come le filastrocche e gli stornelli, rispecchiano tradizioni  che affondano le loro radici nella scienza antica greca, araba ed orientale, miste ad aspetti di natura religiosa.Ma se è vero che le piante hanno proprietà medicinali, legate al loro contenuto in principi attivi che che nell'organismo svolgono attività curativa, con i mezzi che oggi la scienza e la tecnica hanno a disposizione, non sarebbe più semplice sintetizzare questi elementi in laboratorio?
In realtà, la farmacologia ha fatto dei tentativi di isolamento di riproduzione chimica di principi attivi delle piante. Un esempio è dato dall'Aspirina: l'acido acetilsalicilico, contenuto nella corteccia del salice, in laboratorio diventa acido acetil-salicilico, principio attivo dell'Aspirina. Ma il salice contiene anche altre sostanza, tra cui alcune che svolgono attività protettiva sullo stomaco, mentre è noto che l'Aspirina irrita la mucosa gastrica. La natura dunque, propone il suo equilibrio, reclamando però l'integrità, l'unità di qualsiasi organismo.
La pianta, come essere vivente, è una unità inscindibile, dove i singoli componenti agiscono in sinergia: separandoli si altera la loro azione d'insieme.
Esattamente come l'uomo, che è un'unità e non un insieme di organi, la pianta usata in terapia nella sua globalità,  ha un'attività energetica legata la fatto che essa è un essere vivente, che entra in risonanza con l'organismo vivente "uomo" determinando dei cambiamenti.
L'azione risanatrice delle piante si esplica stimolando le capacità vitali

dell'intero organismo e non con un meccanismo di sostituzione, tipico invece dei farmaci.
La malattia, anche quando si localizza principalmente ad un organo, coinvolge l'intero organismo, corpo e mente. Occorre quindi curare il malato e non la malattia, tenendo conto del suo terreno costituzionale che rappresenta la sua caratteristica reattività. Anche Pasteur, padre della microbiologia, in accordo con Claude Bernard sosteneva:"Il batterio non è nulla, il terreno è tutto".
Esiste tra il mondo vegetale e l'uomo un rapporto di comunicazione metabolica, instauratasi nel corso di migliaia di anni. Molte sostanze presenti nelle piante sono analoghe a quelle elaborate dall'organismo umano.
Nella fitoterapia tradizionale si sceglieva la pianta cogliendo il messaggio che si presumeva essa contenesse: l'Artiglio del Diavolo, con una radice che ricorda le piccole articolazioni delle mani e dei piedi, veniva usata nelle malattie reumatiche; la Pulmonaria, le cui foglie ricordano l'aspetto del tessuto polmonare, trovava indicazione nelle malattie respiratorie.
E' solo una suggestiva coincidenza nell'aver trovato nell'Artiglio del Diavolo una grande percentuale di principi antireumatici  e nella Pulmonaria delle sostanze attive sul polmone?
Nelle antiche civiltà, la medicina era un'arte e l'uomo veniva considerato parte del cosmo, e rispondente alle stesse leggi, così come le piante e gli animali.
Pur non proponendo un atteggiamento nostalgico nei confronti dell'antico, si deve sicuramente cercare di cogliere la lezione di saggezza contenuta nelle antiche tradizioni.
"Il miglior medico è la natura", sosteneva umilmente Galeno, e sicuramente nessun laboratorio potrebbe riprodurre ciò che cresce nei parti e nei boschi.
Il medico oggi deve riconquistare questa visione globale non solo dell'uomo, ma anche in rapporto all'ambiente esterno e a tutto l'universo.
Deve essere un po' meno "tecnico" e recuperare il suo ruolo di "guaritore" inteso nel senso letterale del termine, non trascurando i propri mezzi di cura: l'ascolto, la parola, la mano.
Riallacciare l'antica alleanza con la natura, può essere la chiave per evitare tutte le conseguenze dannose legate all'abuso dei farmaci.
Nella Bibbia (Ecclesiaste) si legge:
"L'Altissimo ha fatto produrre alla Terra dei medicamenti e l'uomo saggio non li disdegnerà".




CASO CLINICO: La rinite allergica

S.S. è una ragazza di 24 anni e da circa 10 soffre di allergie respiratorie che si presentano nel periodo primaverile. Ha effettuato dei test allergologici da cui è risultata allergica ai pollini ed alle graminacee e, per questo, si è sottoposta per 3 anni a vaccino desensibilizzante. Non avendo tratto nessun giovamento dalla terapia vaccinica, e continuando a presentare raffreddore con lacrimazione agli occhi, venne nel mio ambulatorio per tentare la strada della medicina naturale.
L'allergia altro non è che una risposta anomala dell'organismo contro delle sostanze, di per sé innocue.
Quindi, il problema va affrontato, non facendo riferimento alle sostanze che scatenano una certa reazione, ma cercando di riequilibrare il terreno del paziente, riportandolo ad una reattività normale.  Il "segreto" è sempre lo stesso: curare il malato e non la malattia.
Il terreno costituzionale della ragazza chiamava in causa il fegato, per cui impostai la seguente terapia:

Manganese Oligoelemento: 1 fiala al mattino a giorni alterni;

Zolfo Oligoelemento: 1 fiala al mattino a giorni alterni.

Aggiunsi: Ribens  Nigrum, estratto glicemico, 50 gocce al mattino e 50 gocce nel pomeriggio. Il ribes è u pianta che contiene dei principi corticosimilie stimola il surrene a produrre i corticosteroidi che svolgono un ruolo determinante nelle allergie.

Plantago Major, estratto fluido: 10 gocce per 3 volte al giorno. Pianta attiva, questa, proprio nelle riniti e nelle congiuntiviti che, dal punto di vista energetico, agisce sul fegato e sul sistema neuro-vegetativo.

Rividi la ragazza dopo un mese. Le condizioni erano di base erano molto migliorate, ma presentava ancora degli episodi acuti si starnuti e lacrimazione in certe condizioni atmosferiche, ad esempio col vento.
Decisi di procedere, allora, con l'agopuntura, per avere un effetto energetico più profondo.
Dopo 3 sedute, a distanza d una settimana una dall'altra, si ebbe la completa scomparsa ei sintomi.
Oggi la paziente sta bene, e si limita a ripetere, nel periodo che precede la primavera, un ciclo di Oligoelementi e Ribes Nigrum, come prevenzione, allo scopo di rinforzare il proprio terreno.
Tra tanti casi trattati, questo mi è rimasto particolarmente impresso: la paziente mi ringraziò contenta  di poter finalmente andare nel campo a raccogliere i fiori.

 

IL SOGNO DI TUTTI GLI STUDENTI
UNA SCUOLA CON IL CIELO COME AULA
ED IL BOSCO COME LABORATORIO

Una scuola con i cielo come aula ed il bosco come laboratorio: il sogno di tutti gli studenti.
Ma i sogni, a volte, si possono realizzare  se c'è buona volontà, l'entusiasmo, e se si crede in ciò che si fa. E così che un gruppo di insegnanti di due scuole medie della Valnerina (Norcia e Preci) gemellate con la scuola di San Terenziano (PG), hanno dato vita a questa bellissima iniziativa a cui sono stata chiamata a partecipare anch'io, per l a parte riguardante l'educazione alla salute.
Nella stupenda cornice dei Monti Sibillini, a Forca Canapina, i circa 60 ragazzi hanno soggiornato per quattro i giorni di campo-scuola nell'unico Albergo-Rifugio presente sul posto, gestito da Doris, tedesca appassionata naturista, che impiega il tempo libero studiando le piante.
Io sono arrivata la sera tardi, dopo il lavoro, ed ho trovato un clima di festa: musica, dolci fatti in casa dalle mamme... qualche faccia un po' triste: dormire fuori casa a quell'età è un passo non per tutti facile.
Ma il mattino dopo gli stessi visi erano animati dall'entusiasmo.
Un clima di piacevole confusione a colazione, con ragazzi che si occupavano del servizio a tavola (a turno tutti servivano i pasti, apparecchiavano e sparecchiavano), e poi il laboratorio linguistico: giochi, cartelloni un "buon giorno" in lingua inglese e francese, in attesa di uscire sulla neve. La guida dell'"Umbria Trekking", avevano sci e scarponi per tutti. Sci di fondo, escursioni sulla bellissima pianura del Castelluccio guidati da un esperto che illustrava le piante e gli animali che si trovavano nel Parco Naturale dei Monti Sibillini.
Io non ho voluto perdere l'occasione: ho visto i ragazzi aprirsi attraverso il contatto con la natura, ad un  interesse reale per quello che stavano vivendo e ho deciso, quindi, estemporaneamente, di allargare il mio discorso, che doveva verte prevalentemente sull'educazione alimentare, anche sull'uso delle piante nella cura delle malattie.
Non hanno avuto alcuna difficoltà a capire che tra le piante e gli latri esseri viventi, uomo compreso, c'è una comunicazione non verbale, fatta di colori, profumi, forme.
E quando ho incominciato a citare alcuni usi terapeutici delle erbe, molti ragazzi sono intervenuti con esperienze personali, conosciute all'interno del proprio ambiente familiare e sociale.
A questo punto è nata un'idea: questi ragazzi, provenienti da zone di montagna, dove è ancora vivo il contatto con la natura, potrebbero essere gli ultimi testimoni di un tipo di saggezza popolare che si sta ovunque perdendo. Ho proposto loro di raccogliere quante più testimonianze possibili, dai propri nonni, vicini di casa, paesani, relative all'uso terapeutico delle piante in quelle zone.
Educare alla salute è anche ristabilire  relazioni armoniose con l'ambiente naturale e sociale ed in questo senso credo che il messaggio sia stato recepito perché sentito come qualcosa che fa parte di sé, del proprio mondo. Incoraggiata dalla entusiastica partecipazione dei ragazzi e dalla convinta adesione degli insegnanti, ho voluto tentare un esperimento che da tempo mi solleticava: far loro sperimentare lo yoga, come mezzo per acquisire consapevolezza del proprio corpo.
Non si poteva certo fare una classica seduta di yoga con un numero così grande di allievi ed in così poco tempo. Così ci siamo limitati a giocare, ma la "chiave" è stata: identificarsi con quello che si vuole imitare nell'esercizio.
Hanno capito benissimo, concentratissimi nell'essere una pesante montagna, o un uccello che sta spiccando il volo, un arco teso e pronto per scagliare una freccia.
Ed anche io ho capito una cosa fondamentale: i ragazzi imparano quello che vivono.
Non pretendo di dare suggerimenti agli insegnanti, non è il mio mestiere. Ma queste esperienze dovrebbero essere divulgate e servire da stimolo ad altri educatori, affinché la scuola possa acquistare quella aderenza, quella vicinanza alla vita, di cui troppo spesso è carente. Gli insegnanti e i Presidi che promuovono queste iniziative, dimostrano che ciò è possibile.
Tornando a noi, non ci piaceva che la nostra esperienza finisse così, per cui ci siamo dati altri appuntamenti: ci rivedremo per ordinare il materiale raccolto nella ricerca ed abbiamo anche in mente una visita all'Orto Botanico dell'Università di Perugia.
Ed un arrivederci all'anno prossimo, per continuare ad andare a "scuola di natura".




PER IMPARARE A VIVERE IN CONFORMITA' DELLE LEGGI DELLA NATURA,
AMANDO LA PROPRIA TERRA E LA PROPRIA CULTURA

di Susanna Marsiglia, docente della Scuola Media "San Benedetto" di Norcia

Perché abbiamo chiesto la collaborazione della dottoressa Simonetta Marucci al campo di scuola invernale, un'esperienza che ripetiamo da 4 anni?
Perché il nostro intento era quello di avvicinare i ragazzi ad una persona che creda fermamente nelle possibilità di vivere in modo sano, equilibrato, conoscendo a fondo la  natura e le sue leggi.
Eravamo certi che riuscisse ad entusiasmare i nostri alunni coinvolgendoli in interessanti ricerche, quali ad esempio, quello di reperire vecchi metodi naturali per curarsi, intervistando parenti ed amici, per poi elaborare insieme a lei una raccolta.
Corretta alimentazione, conoscenza delle piante  e yoga come approccio e imitazione del mondo naturale. Sono stati gli assi portanti delle due giornate trascorse insieme. GLi alunni hanno risposto alle sollecitazioni dell'esperta in maniera molto partecipe, ponendo domande, fornendo esempi, rispondendo a questionari e completando schede.
Il tutto è avvenuto "sul campo", ovvero nell'aula didattica, allestita da noi insegnanti, nell'albergo Canapina a Forca Canapina, dove da anni ormai trasferiamo le nostre classi per uno "studio ravvicinato" del territorio o del Parco dei Sibillini, nella sua magica veste invernale.
Non solo escursioni al Pian Grande, sci di fondo nei sentieri isolati che conducono ai Pantani, ma anche interessanti laboratori di medicina naturale, alimentazione ed educazione alla salute, yoga, quest'ultima un'attività che ha riscosso un gran successo tra i ragazzi che hanno percepito l'idea che la pratica yoga "ama la vita", ossia si cura sia del nostro corpo che della nostra mente.
E' senza dubbio un'iniziativa da ripetere nei prossimi campi di scuola



Simona Venerei - I C:
"Per noi alunni della Scuola media Statale "San Benedetto" di Norcia, il campo scuola a Forca Canapino è stato un'esperienza molto bella e utile.
Abbiamo imparato tantissime cose grazie al valido aiuto di Simonetta Mariucci, un'endocrinologa che ha saputo interessarci con lezioni curiose ed istruttive"

David Laureti e
Francesco Graziani - I B:

"Negli ultimi due giorni del campo scuola è stata tenuta una interessante lezione di botanica sui rimedi naturali per curarsi un'altra valida lezione di artigianato su come creare cesti con materiali reperibili in zona"

Rita Procaccioli - I B:
"A me è piaciuta la spiegazione sulla colazione fra i 7 e i 12 anni. Questa deve essere un pasto completo. Bisogna fare la colazione con calma e ho capito che la merenda non deve contenere troppi grassi...
Ci si ingrassa perché alterniamo male i cibi!"
Manuel Cappelli - I C:
"Simonetta M. ci ha spiegato con dei simpatici lucidi i 7 gruppi alimentari per farci capire le corrette combinazioni nella dieta di ogni giorno.
...ho capito che è importante quando e come mangiare..."

Alcuni appunti
tratti dai diari di campo
dei ragazzi

Serena Di Felice - I C:
"Per me lo yoga è stata una cosa nuova ed emozionante, perché non l'avevo fatto prima. Io e Miriam abbiamo fatto le posizioni dell'albero, della cicogna, del taglialegna, della tartaruga e molte altre. Per me è stato molto divertente e interessante"
Antonella Berardi - I C:
"Ho appreso che il muschio è mezza alga e mezzo albero, ossia un'alga che voleva diventare un albero... mi ha incuriosito la distinzione tra piante dolci e amare. Quelle dolci hanno un effetto calmante mentre quelle amare venivano usate per curare il cuore perché contengono gli alcaloidi"
Fabio Felici - I C:
"In questo campo-scuola ci insegnavano a fare tutto. Infatti dovevamo provvedere ai letti, apparecchiare e sparecchiare da soli.
Andavamo a fare escursionismo e la guida ci insegnava a conoscere gli animali, gli alberi e i paesaggi di Forca Canapina. Poi c'era il maestro di sci di fondo che ci insegnava a camminare con gli sci e a metterli.
Il ritorno è stato triste perché è stata un'avventura fantastica"
Miriam Tancredi - I B:
"Per me lo yoga è stata un'esperienza bellissima perché un imparato un hobby diverso. Mentre lo facevo mi sentivo io ad esempio la montagna, il ponte, ecc...
Io e la mia amica Serena ci siamo divertite molto a fare queste cose. Io non l'ho fatto mai da nessuna parte e penso che lo rifaremo perché ci sono state moltissime richieste"
Stefania Quintili - I C:
"Ho imparato che molte medicine per la bellezza, se usate male, portano alla morte... inoltre attenzione! Mangiare frutta e verdura fuori stagione non è consigliabile"

Valentina Isidori - I B:
"Per prepararci ad un buon riposo la dottoressa Marucci ci faceva rilassare con esercizi yoga. Con nostalgia speriamo in un arrivederci al prossimo anno"

Serena Di Felice - I C:
"La parola anabolizzanti significa sognare di essere muscolosi e di avere un fisico snello. Per fare questo, non c'è bisogno di pasticche. La pubblicità non deve condizionare le scelte del cibo o del vestirsi perché ognuno deve fare come gli pare"

*Articolo apparso su TECNOLOGIE APPROPRIATE, Macro Edizioni, Autunno-inverno n. 2/3 - 1997

**Medico chirurgo specializzato in Endocrinologia, Agopuntura, Omotossicologia e Fitoterapia. Effettua attività di ambulatorio presso la Asl n. 2 di Perugia e a Spoleto in via Gregorio Elladio, 8. e-mail: simonettamarucci@virgilio.it